Elaborati Scuole Superiori

Svanoni Claudia (Gorle, BG) - TECNOLOGIA E SCIENZA PER UN PROGRESSO EQUO E SOSTENIBILE

 

Le nuove scoperte SCIENTIFICHE e le tecnologie più innovative hanno permesso un netto miglioramento delle condizioni di VITA di una parte degli INDIVIDUI della SPECIE umana; il PROGRESSO è però limitato a determinate zone del mondo e non sempre ha portato conseguenze positive.
Negli stati appartenenti al cosiddetto “Primo mondo” appare netta la TRASFORMAZIONE della RAZZA umana, che dall’Australopithechus è arrivata all’Homo sapiens sapiens sapiens (l’aggiunta di un’ulteriore sapiens alla definizione tradizionale è secondo me necessaria per le incredibili scoperte scientifiche degli ultimi decenni). Oltre all’aspetto fisico e alle abilità tecniche, l’uomo ha subito anche un’EVOLUZIONE della propria mentalità: se alle origini della storia della razza umana e per diversi secoli successivi (almeno fino al Medioevo) l’uomo si è ADATTATO all’ambiente, ora accade esattamente l’opposto. L’ambiente viene adattato alle esigenze e SFRUTTATO secondo le necessità dell’uomo.
Il cambiamento di mentalità appare di per sé positivo, ma le risorse che la terra offre sono sovrautilizzate da una piccolissima percentuale della popolazione mondiale.
Il che significa che un gruppo ristretto di individui appartenenti alla razza umana (si stima intorno al 2%) ha un effettivo guadagno derivante dal progresso medico-tecnico-scientifico, mentre la parte restante è ancora relegata ad una condizione di stentata sopravvivenza o poco più. Una buona parte della popolazione mondiale non ha abbastanza CIBO per una corretta alimentazione, né dispone di una VARIETA’ dello stesso necessaria per una sana alimentazione. Così ad un costante e quasi insostenibile sviluppo del Primo e Secondo mondo, si contrappone la situazione stagnante del Terzo e Quarto mondo.
Per questa differente possibilità ad accedere alle risorse, nei paesi più poveri è ancora l’uomo a doversi adattare all’ambiente naturale. Le attuali condizioni di povertà di una buona parte del mondo hanno come causa il dominio che fino a poco tempo fa è stato esercitato su di loro dalle nazioni più ricche.
Ad ESEMPIO vasti territori dell’Africa e dell’America del Sud hanno visto sorgere grandi imperi, ricche città e gloriose civiltà, poi distrutte dai primi colonizzatori europei. A causa dei secoli di colonialismo e dal secolo scorso con il neocolonialismo (una nuova forma di egemonia esercitata dagli stati più forti), i paesi più poveri hanno ancora pesanti difficoltà sia in campo economico che sociale. Non possono entrare in competizione economica con quegli stati ricchi che per secoli li hanno sfruttati e che ancora oggi tentano di mantenere una ufficiosa sottomissione. Accanto a multinazionali che cercano vantaggio dal commercio di prodotti agrari tipici, coltivati con manodopera sottopagata, esistono delle associazioni che propongono il micro-credito, un esperimento che ha riscosso un enorme successo. Vengono proposti dei piccoli prestiti ai piccoli coltivatori delle zone più povere per comprare una porzione di terra propria, che viene coltivata dal proprietario. Con il ricavato dalla vendita dei prodotti raccolti, viene saldato il micro-credito e acquistata nuova semenza per l’anno successivo. Il processo è lungo, ma potrebbe significare una svolta decisiva per gli abitanti più poveri della terra e quindi un progressivo riequilibrio della forbice tra ricchi e poveri a distanza di qualche generazione.
Se si analizzano, almeno per quanto concerne i paesi più ricchi, le tappe delle scoperte scientifiche dall’inizio del secolo scorso il percorso risulta essere davvero straordinario. Tutte le comodità che oggi appaiono indispensabili sono frutto del continuo miglioramento delle tecnologie. Le stesse scoperte tecno-scientifiche hanno portato a un progresso che appariva impossibile fino a pochi anni fa. Di pari passo, alle nuove tecniche mediche si accompagnano molte polemiche legate all’etica e alla morale. Se lo studio approfondito sul DNA prospetta una speranza di guarigione per individui portatori di malattie ereditarie, lo stesso potrebbe permettere in pochi anni la creazione in laboratorio di esseri viventi artificiali, esenti da difetti corporali. Oltre agli evidenti problemi che un evento del genere creerebbe in ambito religioso, non sarebbero certo irrilevanti le conseguenze per quanto riguarda la conservazione della specie umana.
Proprio il 2009 è l’anno dedicato a Darwin, a duecento anni dalla nascita del grande naturalista. Egli mediante l’osservazione di fossili e dei fringuelli di un’isola dell’oceano Pacifico ha formulato la teoria dell’evoluzione, ancora oggi al centro di forti polemiche (l’orgoglio dell’uomo che si sente definito discendente delle scimmie e l’esclusione dell’intervento soprannaturale sono due forti ostacoli per l’accettazione della teoria). Secondo Darwin tutte le specie viventi sono sottoposte ad un fenomeno di selezione: quando si verifica anche una leggera modifica all’interno del sistema in cui quella specie vive, solo gli individui più forti e più adatti alle nuove condizioni sopravvivono.
Gli individui appartenenti alla specie umana sono simili, presentano cioè delle differenze, delle varianti, su una base in comune. Creando gli esseri umani in laboratorio si otterrebbero degli individui identici, non più somiglianti. Scomparsa la diversità, se si dovesse verificare una modifica del sistema terra sfavorevole alla specie umana, la selezione colpirebbe indistintamente tutti gli individui e si arriverebbe all’estinzione.
Analogamente potrebbe accadere a tutte le altre specie viventi, animali e vegetali, che vivono insieme all’uomo in un ambiente-terra in continua trasformazione. Trasformazione naturale, ma che viene accelerata dal comportamento dell’uomo: lo sfruttamento eccessivo, l’inquinamento e i rifiuti sono la prima causa di cambiamenti così repentini. Fenomeni irreversibili come l’effetto serra e il conseguente surriscaldamento, il disboscamento e la desertificazione distruggono progressivamente gli habitat degli esseri viventi, che non riescono ad adattarsi così velocemente a queste profonde modifiche.
Mentre alcuni biologi catalogano numerose specie non conosciute, molti altri sono costretti a constatare l’estinzione di altrettante specie. Si sono attivate da diversi anni associazioni per la salvaguardia e la conservazione delle specie a rischio di estinzione, che ogni anno si contano sempre più numerose.
 
Questo testo può sembrare il solito riassunto catastrofico dei presagi di uno scienziato pessimista o la pagina di un libro di geografia in cui si analizzano i problemi dell’ambiente. Invece purtroppo è una breve analisi della nostra realtà e dei rischi enormi che il comportamento umano può causare. L’uomo è forse l’animale più intelligente sulla terra, per questo deve continuare a lavorare per il suo progresso, senza dimenticare le conseguenze che questo può avere e ricordandosi che è solo un anello della catena del sistema-terra.
L’uomo deve dunque cercare un progresso equo e sostenibile, per far sì che anche i suoi discendenti possano vivere in un sistema equilibrato e accogliente.
Oggi più che mai è attuale la frase che pronunciò il “Capo” Seattle: “la terra non l’abbiamo ricevuta in eredità dai nostri padri, ma l’abbiamo ricevuta in prestito dai nostri figli”.            
 
 
 
Claudia Svanoni - Gorle (BG)
Liceo scientifico “Lorenzo Mascheroni” - Bergamo
INSEGNANTE (materie letterarie): Cecilia Scotti
INSEGNANTE (materie scientifiche): Gigliola Gandolfi