Elaborati Scuole Superiori

Poli Lucrezia (Molfetta, BA) - LA VITA INTELLIGENTE SU DI UN PIANETA…

 

“ La VITA  intelligente su di un pianeta diventa tale quando, per la prima volta, elabora una ragione della propria esistenza. Se delle creature superiori provenienti dallo spazio mai visiteranno la Terra, la prima cosa che domanderanno, per stabilire il nostro livello di civilizzazione, sarà: «Hanno già scoperto l’EVOLUZIONE?» Organismi viventi sono esistiti sulla terra, senza mai sapere perché, per più di tre miliardi di anni prima che uno di essi cominciasse a intravedere la verità. Il suo nome era Charles Darwin. A dire il vero, altri avevano intuito qualcosa, ma fu Darwin che, per primo, mise insieme una teoria coerente e difendibile che spiegava perché noi esistiamo.”       
 
12 Febbraio 2009. Sono passati due secoli dalla nascita di quello che ormai può essere considerato uno dei più originali e determinati scienziati della storia, alla stregua di Newton ed Einstein. Si, sto parlando di Charles Robert Darwin, celebre per aver formulato la TEORIA dell’evoluzione delle SPECIE ANIMALI e VEGETALI, per aver ipotizzato, o meglio, teorizzato, l’esistenza di un filo conduttore della DIVERSITA’ della vita. Egli enunciò proprio questa teoria, la discendenza di tutti i primati (uomo compreso) da un antenao comune nel suo lavoro più noto, “L’ORIGINE delle specie”.
-Abbiamo il piacere di intervistare questo illustre personaggio a proposito del suo viaggio e della sua quanto mai interessante teoria. Charles, cosa l’ha spinto a partire per un viaggio per le coste del Sud America sulla nave Beagle, avventurandosi in un impresa che sarebbe durata ben 5 anni?
Bè, ammetto di non poter dare una risposta precisa e definitiva a questa domanda. Di fronte a un mondo para-scientifico che vedeva la vita come una cosa inconcepibile dall’intelletto umano, io me ne sono andato in giro e ho visto, registrato e catalogato tutto quel che mi veniva in mente. E torno a ripeterlo, niente di particolarmente eccezionale: la vita c’era già, i FOSSILI  in Patagonia c’erano già, le incredibili forme viventi delle Galapagos erano lì; io mi sono limitato, giorno dopo giorno, ad ammirare, in ogni tipo di ORGANISMO,  i risultati della selezione naturale. Mi affascinava molto comprendere il modo in cui gli INDIVIDUI si erano evoluti, e lo trovavo fondamentale, di estrema importanza, per lo sviluppo della vita.
- E’ da questa esperienza che quindi ha avuto l’idea di sviluppare la sua teoria sull’evoluzione per selezione naturale e sulla “legge della SOPRAVVIVENZA” ?
Ebbene si. Lavorare direttamente sul campo, durante la spedizione, mi ha permesso di studiare sia le caratteristiche geologiche di continenti ed ISOLE, sia un gran numero di organismi viventi e fossili. A tal proposito, mi ritorna in mente una storia, raccontatami prima della partenza per l’America del Sud dal mio amico e zoologo Lamarck. Egli affermava che le giraffe discendessero dalle antilopi. Questi erano animali erbivori e si nutrivano dell’erba dei prati. Un bel giorno un’antilope decise di provare a mangiare le foglie degli alberi, che credeva più nutrienti e gustose; si sforzò così di allungare il collo verso le foglie. Durante la sua breve vita però non riuscì ad allungarlo tanto da raggiungere l’albero e trasmise questo carattere ai figli, insieme al desiderio di arrivare a mangiare quelle foglie. Il collo dei suoi DISCENDENTI continuò ad allungarsi sempre di più fino a quando questi nuovi animali non presero il nome di giraffe. Penso però che in realtà non fosse stato un semplice desiderio a spingere l’antilope ad allungare il suo collo. Credo piuttosto che ad un certo punto i pascoli divennero insufficienti per tutte le antilopi e, per fame, queste iniziarono a cercare altrove il loro cibo. Un giorno, per caso, un’antilope nacque col collo più lungo. Questa fu avvantaggiata, in quanto riusciva a mangiare le foglie più alte degli alberi,dove gli altri non arrivavano. Nella SELEZIONE naturale il collo più lungo non venne eliminato e si trasmise ai figli. Tra le antilopi si creò un GRUPPO con il collo lungo e, con l’aumentare di questi animali che noi oggi chiamiamo giraffe, si formò una nuova specie. Pensare che ci fosse qualcosa che legasse gli esseri viventi mi ha portato quindi a formulare un principio biologico rivoluzionario, forse fin troppo rivoluzionario.
-Non dica sciocchezze, la sua teoria è alla base della biologia moderna..
Anche questo è vero. Ma mi dica, lei che è tanto esperta in questo campo..le è mai capitato di guardare i dettagli? Ad esempio i dettagli delle ali, simili nella struttura ma diversi da specie a specie. Li ha mai osservati con attenzione? Ebbene, la mia genialità è stata proprio in questo. Possedevo una curiosità innata che mi spingeva ad osservazioni addirittura contrarie a molti scienziati dell’epoca. Sono andato addirittura contro la Chiesa.  Affermare che qualunque cosa presente in natura fosse casuale, non avesse un fine predeterminato era decisamente contro la concezione dell’ epoca che tutto fosse stato creato da Dio in modo definitivo.
Potreste crederci o no, ma quelle osservazioni mi aprirono un mondo del tutto nuovo, un mondo in cui tutto si evolve seguendo gli impulsi ambientali e la variabilità delle specie, dando luogo ad una selezione spettacolarmente efficiente, dando luogo alla nostra storia e alla nostra evoluzione.
-Grazie mille, è stato molto esaustivo, non ho altre domande. Vuole dire qualcosa ai nostri lettori?
Solo un piccolo appello. Siate curiosi, e siatelo sempre. Non accontentatevi delle verità preconfezionate e chiedete, domandate, osservate, ragionate..Insomma: mettete in moto il vostro cervello.. e vedrete che magari qualcosa di utile ne uscirà fuori. Confido in voi, biologi del XXI secolo!!
 
 
Lucrezia Poli
16 anni
Classe I A     
Liceo Ginnasio Di Stato "L. Da Vinci" – Molfetta (BA)
INSEGNANTE (materie letterarie): Maria Teresa Mezzina
INSEGNANTE (materie scientifiche): Caterina Gadaleta