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Piccinini Giulia (Mogliano, MC) - E’ COSì STRANO DISCENDERE DALLE SCIMMIE?

 

Se Darwin non fosse mai esistito, se invece di riflettere sull’EVOLUZIONE della SPECIE avesse fatto l’architetto, l’idraulico o il venditore ambulante, oggi non celebreremmo questa grande persona che ha rivoluzionato il modo di pensare sull’evoluzione della specie.
Sebbene non conoscesse il DNA, Darwin riuscì a ipotizzare TEORIE straordinarie e, se fosse vissuto ai nostri tempi e avesse avuto tutte le nozioni di cui disponiamo ora, di sicuro egli avrebbe fatto nuove scoperte davvero interessanti; purtroppo non possiamo riportarlo in vita, ma possiamo riflettere sulle cose che ci ha lasciato. Nonostante ciò, qualcuno stenta ancora ad accettare il fatto che noi uomini deriviamo dalle scimmie: alcuni ancora si chiedono come può una specie intelligentemente avanzata come la nostra discendere da certi ANIMALI. Può sembrare infatti strano che ci sia stato un così grande processo di evoluzione, mentre invece dobbiamo accettare il fatto che solo un misero 2% del nostro genoma ci separa da scimpanzé e gorilla; non solo, condividiamo un quarto dei nostri geni con tutti gli organismi viventi, ma nessuno ha il coraggio di dichiarare che siamo margherite o lombrichi al 25%, anche se è proprio così.
Quindi, che lo si voglia ammettere o no, bisogna dire che l’uomo è un animale e più specificatamente che esso appartiene al tipo dei cordati, al sottotipo dei vertebrati, alla classe dei mammiferi, all’ordine dei primati, alla famiglia degli ominidi, al genere homo e alla specie homo sapiens.
Ritornando al punto: uno dei fattori che maggiormente contribuisce allo sviluppo delle specie è l’AMBIENTE, poiché a causa di esso sopravvivono gli esemplari più adatti a certe condizioni ambientali. In questo modo possiamo capire come, con il passare del tempo, siano sopravvissuti solo gli INDIVIDUI con maggiori capacità di adeguamento al loro ambiente. Uno degli aspetti fondamentali di Darwin è, infatti, quello che afferma che solo il più adatto sopravvive, basandosi sul fatto che la SELEZIONE NATURALE provvede alla formazione del più adatto conservando, una generazione dopo l’altra, le più favorevoli tra le variazioni casuali.
Se ora noi uomini siamo fatti così, significa che le nostre caratteristiche, che si sono conservate nel tempo, sono quelle più adeguate all’ambiente e alle condizioni in cui viviamo. L’evoluzione non è direzionale né conduce necessariamente a forme di vita superiori, essa è invece un processo non solo graduale, ma casuale e imprevedibile, dunque privo di una finalità, se non la SOPRAVVIVENZAdi una specie. Non ci dobbiamo quindi preoccupare da chi deriviamo, verso cosa ci dirigiamo o se siamo più o meno perfetti, ma dobbiamo solo sfruttare le nostre capacità per vivere insieme nel migliore dei modi. Se Dio esiste è completamente democratico e ci ha lasciati liberi.
                                                   
Giulia Piccinini – Mogliano (MC)
16 anni
Classe III H
Liceo Scientifico “G.Galilei” - Macerata
INSEGNANTE (materia letterarie): Paola Carassai
INSEGNANTE (materie scientifiche): Santa Zenobi