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Paoletti Giulia Maria (Roma) - TEORIA EVOLUZIONISTICA: SATIRA DELLA MODA?

 

“L’evoluzione è la trasformazione degli organismi viventi nel corso del tempo,che porta all’affermazione di nuovi caratteri trasmessi dall’eredità”.
Charles Darwin afferma che è l’AMBIENTE ad operare una SELEZIONE NATURALE scegliendo,di volta in volta,le forme più adatte ad assicurare la continuità della specie.
In conformità a ciò si dovrebbe presupporre che,nel corso dei millenni,in confronto al modello primordiale, l’INDIVIDUO moderno possieda maggiori,ma soprattutto migliori,caratteristiche psico-fisiche.
Se si considerano lo sviluppo tecnologico, i mutamenti climatici e lo stato di benessere in cui dovremmo trovarci,ma di cui ancora non stiamo godendo,si potrebbe con facilità delineare i contorni di un nuovo “ANIMALE”che non presenta analogie con quello precedente ma che può essere CATALOGATO comunque come tale.
Ora, analizzando minuziosamente un dato animale “x”di questo genere, mi accorgo di alcuni elementi che,nonostante il trascorrere del tempo e il sedicente PROGRESSO, non si sono modificati.
Ad esempio,la dentatura dell’uomo attuale,che differisce da quella del suo antenato per forma e dimensioni,continua a svolgere però la medesima funzione: la grottesca attività animale di “azzannare” carne e in seguito masticarla,non è paragonabile al ruminare gomma così apertamente da permettere di esaminare la cavità orale?
E quegli artigli,arcaico meccanismo di difesa,non somigliano così tanto a quelle unghie tanto adorate dalle donne e di cui una persona,attenta alla propria immagine ma non all’incolumità altrui,non riuscirebbe a fare a meno?
Camminare con la schiena curva,chiaro segno di incipiente scoliosi dovuta al cosiddetto “peso del sapere”, non è un’evidente richiamo al modo di muoversi del quadrupede primate?
E’ evidente che io non possa negare che alcune TRASFORMAZIONE siano avvenute:
Adesso non siamo mossi solo dall’istinto, ma fortunatamente è presente nel nostro corpo,in FORME e dimensioni differenti,un organo sconosciuto a molti e utilizzato da pochi,denominato cervello.
Proprio grazie a quest’ultimo dovremmo riuscire ad acquisire piena coscienza di noi stessi e a ragionare in corrispondenza d’eventuali problemi.
Ma è sfruttato? Intendo dire che comportamenti di alcuni individui,non sporadici ma di una frequenza quasi impressionante, lasciano pensare che s’ignori l’esistenza del suddetto organo e non è dunque riscontrabile in loro nessuna traccia,neppure minima,di una qualunque,non ottima ma almeno basilare,facoltà di intelletto.
Dunque la differenza fra l’uomo e il suo antenato primate dovrebbe consistere essenzialmente nello sviluppo, in quanto a dimensioni,della scatola cranica e il passaggio, per CAUSE a me sconosciute,se tralascio le necessarie,da quadrupede a bipede.
Se l’intelletto è la “cifra” che ci caratterizza,se è ciò che ci distingue dalle bestie e che ha permesso,diciamo così, un’EVOLUZIONE… perché molte persone ne ignorano l’esistenza?
E’ per questo motivo che, per mia incredibile sfortuna,non riesco a cogliere la sottile differenza tra la scimmia,nostra presunta forma d’origine,e un individuo,umano,che,in balia degli istinti e ignaro di possedere alcuna qualità se non si considera la straordinaria abilità nel maneggiare un joystick,dovuta per di più a quel pollice opponibile così caro alle scimmie,si trascina gobbo e ciondolante stimolato solo da un’ eventuale possibilità di riproduzione.
William James diceva: “La più grande scoperta di ogni generazione è che l’essere umano può cambiare radicalmente la sua vita, mutando l’atteggiamento”
Perchè allora non si tenta di cambiarlo realmente conferendo così veridicità alla tesi evoluzionistica?
 
 
 
Giula Maria Paoletti
16 anni
Classe I E
Liceo classico Virgilio – Roma
INSEGNANTE (materie letterarie):   Maria Marra
INSEGNANTE (materie scientifiche): Francesco Mammana