Elaborati Scuole Superiori

Merlo Margherita (Miane, TV) - VITA

 

Silenzio tutt’intorno. Non una parola, un sussurro, un sospiro, un battito.  Lo sguardo è perso nel grandioso spettacolo che la natura le sta offrendo. Il sole ormai ha fretta di lasciarla. Il cielo sembra un inferno di fiamme rosse, mentre affonda nel mare, inghiottito dalle acque nere come il petrolio. La luce è ancora abbondante, non si dilegua con lui. Rimane.  Anche lei rimane salda, indomita guerriera. Fronteggia sicura quella grande palla di fuoco che batte in ritirata. Intorno si può sentire l’aria vibrare, carica di pensieri e desideri.  I suoi occhi brillano di gioia, quasi fosse ancora una bambina: invece ormai non lo è più. La VITA le ha lasciato le sue cicatrici inconfondibili e lei le ha accettate. Sta preparando le ultime battute per la scena finale, in quel grande teatro che è l’esistenza. Ma la tristezza non l’ha braccata, lei così libera e indipendente, come è sempre stata. Neanche adesso si smentisce e testarda va avanti, giorno dopo giorno. Ricorda ancora il suo passato, scolpito nella memoria, come su di una lastra di granito. Ricorda quanto male le facesse la luce, non appena aprì gli occhi alla vita. Ricorda l’odore del mare, così pungente, così dolcissimo. Ricorda il calore del sole sulla sua schiena bambina, la terra sotto di lei e il cielo sopra. La spuma che si faceva rincorrere per poi bagnarla tutta, con ritrovata forza. La luna e il suo materno sguardo. Ma soprattutto la folle corsa sulla spiaggia bianca dell’ISOLA natale, tanti tanti anni fa.
Quell’emozione. Quella sensazione di pericolo, confusa con l’adrenalina che l’aveva invasa tutta non appena le acque la inghiottirono. Sono ricordi di un tempo ormai passato, ma vivi e presenti come se fossero accaduti ieri. Per questo ne è orgogliosa. Solo lei li poteva interpretare, perché solo lei li aveva vissuti realmente.  Aveva visto tutto durante i suoi lunghi anni di permanenza sulla terra: la forza della natura, i suoi tesori, i suoi segreti. La follia dell’uomo, l’EVOLUZIONE della sua ignoranza, la risata di un bambino, la disperazione di una madre. Un fiore crescere, un temporale che si formava, il volo di un gabbiano.  Aveva provato cosa significava la paura e l’aveva vista riflessa nei suoi occhi, specchio dell’anima. Aveva sentito la vita crescere dentro di lei, per poi doverla lasciare, come la natura le aveva imposto di fare.  E tutto questo era ancora vivido e immutato, pronto per essere ricordato in qualsiasi momento di malinconia. Era questa una sensazione che la invadeva fin troppo spesso, negli ultimi tempi. Sarà la vecchiaia. Sarà che ormai la mente non è più lucida come lo era una volta, e si ritrova a rifugiarsi in qualche cosa di già conosciuto e certo. Intanto il chiarore sfuma all’orizzonte. Anche per lui è ora di lasciare il posto all’oscurità, che rivendica sempre più prepotentemente il suo dominio. Non ha mai cambiato posizione, lei ancora fissa l’infinito estendersi delle acque davanti ai suoi occhi. Non sente stanchezza nel CORPO, né disagio, né fastidio. Solo una quieta rassegnazione a quello che verrà. Quasi una sorta di benessere interiore che ha un EFFETTO anche sulla visione del tempo che le rimane.  Ma non è un’immagine negativa, né un tormento per la sua anima. È consapevole della fortuna che ha avuto in questi anni, del dono che le è stato concesso. Non molti possono dire di aver vissuto a cavallo di due secoli, di aver ANALIZZATO fino in fondo cosa significhi esistere. Sondare gli abissi della propria anima e trarre la vera essenza dell’essere qui e ora, e sempre. Ascoltare e agire secondo ciò che ci detta il nostro compagno più fedele, colui che ci accompagna per tutta la vita, nasce cresce e muore con noi sempre con lo stesso ritmo incessante, custodito gelosamente nel nostro petto. Vedere le TRASFORMAZIONI del mondo che invecchia inesorabilmente senza preoccupazioni o timori, saggio filosofo che tutto vede e, nonostante ciò, ha ancora il coraggio di sorridere.  Lei invece poteva dire che si, lei c’era. Ma non era importante, non c’è nessuna COMPETIZIONE tra i vecchi, solo un tacito accordo e comprensione infinita. Ora la luce si era coricata dopo una giornata di intenso lavoro, il buio dava una nuova forma alle cose. Lei è ancora lì, il suo spirito in COSTANTE dialogo con l’armonia discordante dell’aria intorno. Credo starà lì ancora per delle ore, incurante del fatto che la morte incombe pesante sulla sua testa. Quando arriverà il momento sarà pronta. Per adesso si sente in pace con tutto, dimentica di ogni rimorso. La vita scorre nelle sue vene, certo ancora per poco, ma fluisce. Le stelle la stanno guardando da lassù, la riconoscono come una sorella. Da tanto tempo osservano la sua anima così profonda e così IDENTICA alla loro, silenti compagne delle sue notti. Sono pronte ad accoglierla, a condividere il cielo quando il grande cerchio della vita si chiuderà anche per lei. Lei, così grande e saggia, così piccola nell’universo circostante. 
Lei, resistente come l’acciaio, quante volte si era piegata, senza mai scalfirsi. Lei, così indipendente, così unica, così simile all’uomo. 
Lei…Lei…E’ solo una tartaruga, ma per questo non significa che non possieda sogni. Fa parte del mondo e il mondo è nel suo cuore, studiato, conosciuto durante questi decenni vissuti, accettato per com’è, lunatico e permaloso, ma un porto sicuro che l’accoglieva sempre a braccia aperte. La riportava con i piedi per terra, ricordandole quello che era, mai con cattiveria, ma arricchendola in coscienza.  Anima forte, temprata dal vento tagliente che spira e attanaglia il suo spirito pulsante. Nell’aria si percepisce ancora l’eco proveniente dalla profondità della sua anima che risuona chiara e semplice nonostante la corazza che l’avvolge, non solo fisicamente, ma protegge tutto il suo essere. Misantropa creatura, è ora di andare! Nei suoi lunghi anni di vita ha sempre saputo tutto, solamente sentendo dentro di sé un moto che l’ha resa conscia di cosa significa esistere.  Continuerà a vegliare sul mondo. Ritornerà bambina, nuova stella nell’universo, lasciando da solo il sole che, tramontando, muore.  
 
 
Margherita Merlo
18 anni – Miane (TV)
Classe V^A 
Liceo Linguistico I.S.I.S.S. G.VERDI - Valdobbiadene-TV
INSEGNANTE(materie letterarie): Francesca Toso
INSEGNANTE (materie scientifiche): Rita Mellere