Elaborati Scuole Superiori

Mantovani Elisa (Blera, VT) - OCCHI DI PIETRA

 

È passato ormai molto tempo della mia lunga VITA, anzi, sarebbe più appropriato chiamarla esistenza, visto che non sono un essere vivente, ma sono anch’io un figlio, anzi una figlia di madre terra.
Grazie alla mia veneranda età sono riuscita ad OSSERVARE, prendendo, a volte, attivamente parte, la costante EVOLUZIONE dell’uomo. Ricordo ancora il tempo in cui rappresentavo un rifugio sicuro e stabile. Mi sentivo importante. Sapevo che senza la mia forza, la mia durezza, la mia resistenza, loro sarebbero stati perduti. Li proteggevo quando venivano attaccati dalle grandi belve. Mi affilarono con altre pietre. Non ero più solo una difesa, ma ero anche un’arma per attaccare. Cacciavano in GRUPPI. Accerchiavano l’ANIMALE mettendolo alle strette e poi…ecco il mio momento. Sentivo le grida d’esultanza, nel loro linguaggio rozzo e incomprensibile, mentre mi conficcavano nella pelle della preda. La trapassavo senza problemi. La tecnica per affilarmi si era così perfezionata che ero aguzza come un moderno coltello da cucina, ma, ovviamente, meno maneggevole. Poi un giorno accadde tutto. Eravamo appena tornati da una battuta di caccia molto abbondante. Un Mammut. Mi stavano limando per staccare la pelle dalla carcassa. Appena mi strofinarono con un’altra pietra, delle scintille sgorgarono dal nostro contatto, cadendo sul pelo selvaggio. Iniziarono le urla. Tutto divenne rosso. Caldo. Mi lasciarono cadere in quell’inferno. Avevano scoperto il fuoco. Solo più tardi riuscirono a domarlo. Cuocevano il CIBO, si tenevano al caldo nei periodi freddi. E avevano un’altra arma per difendersi. La mia importanza non era sminuita, ma mi sentivo meno essenziale. Poi hanno iniziato ad usarmi come un semplice sostegno, per forgiare le loro nuove armi, con un nuovo materiale. Il ferro. Lo temevo da sempre quel momento. Ormai ero diventata inutile. Mi avevano sostituita facilmente. Si erano evoluti sotto i miei occhi. Il loro spirito d’ADATTAMENTO, la curiosità e il PROGRESSO li avevano portati a cercare comfort sempre maggiori. Ed ora eccomi qui. L’uomo è molto cambiato. Adesso mi studiano in cerca di qualche RISORSA da SFRUTTARE, di un minerale nuovo o di FOSSILI non ancora recuperati. Ma se non siamo particolarmente dotate, diventiamo oggetti di svago, semplici sassolini da far rimbalzare sul pelo dell’acqua.
Io invece faccio parte di una grande costruzione. Guardo il mondo dall’alto di un grattacielo. Forse, non sono inutile come pensavo. Il mio compito da non sottovalutare è quello di sorreggere questo grande edificio.
Mi chiamo pietra e su questa pietra l’uomo ha fondato molte sue certezze.
 
Elisa Mantovani - Blera (VT)
16 anni
Classe I B
Liceo Classico “M. Buratti” – Viterbo
INSEGNANTE (materie letterarie): Marcella Zingarini
INSEGNANTE (materie scientifiche): Tiziana Passalacqua