Elaborati Scuole Superiori

Lincetto Massimiliano (Campodoro, PD) - SECOLO XXII: L’EREDITÀ DI DARWIN

 

“Quanto tempo è passato, eppure…” disse tra sé e sé Lewis. Sul proiettore olografico si susseguivano le immagini degli ANIMALI che Darwin aveva studiato, quasi tutti oramai ESTINTI: i loro simulacri tridimensionali rischiaravano la stanza con una luce disomogenea, sovrapponendosi al chiarore grigiastro che filtrava dalle finestre.
Alcune note sommesse risuonavano nella stanza. Come sempre, mentre lavorava, l’antico lettore CD che egli CONSERVAVA con cura era in funzione: in quel momento stava riproducendo un curioso disco dedicato a Darwin, ritrovato chissà dove. Lewis, musicofilo dall’adolescenza, non poteva fare a meno di un sottofondo mentre lavorava.
Lewis era un matematico eclettico, profondo conoscitore della figura e degli studi di Charles Darwin: aveva ANALIZZATO lo sviluppo del darwinismo nelle epoche, elaborandone un’imponente formulazione matematica che gli era valsa prestigiosi riconoscimenti.
Ma quella che rappresentava la sua massima TEORIA era un’altra: aveva illustrato con chiarezza ed eleganza che meccanismi di EVOLUZIONE ed elementi analoghi al DNA fossero le chiavi per la comprensione di moltissimi fenomeni NATURALI e sociali complessi. Erano, queste, forti ANALOGIE che Lewis aveva notato in alcuni modelli matematici già agli albori della propria carriera, divenute poi i cardini del suo lavoro.
Era soddisfatto, Lewis, di quanto avrebbe lasciato in eredità al mondo: i suoi modelli possedevano FORME di bellezza e simmetria raggiunte prima solo dai fisici nella descrizione della natura.
Sì, nonostante la sua indole modesta, sapeva che il suo contributo nel rendere la SCIENZAun vero patrimonio culturale per la società era stato importante e aveva spinto a ripensare numerosi aspetti del progresso: ma, si chiedeva, era forse arrivato troppo tardi?
Stanco di una giornata giunta oramai al tramonto, si avvicinò alla finestra da cui filtrava una luce stentata: l’azzurro del cielo aveva qualcosa di sinistro, appariva ancora più tetro attraverso gli spessi vetri al piombo, quasi a sfidare il grigiore e la desolazione del paesaggio, silenziosamente TRASFORMATOdall’invisibile flagello della radioattività.
Avrebbe davvero voluto essere alle Galapagos, sognava quegli habitat naturali incontaminati e dai vividi colori: chissà cos’era rimasto di ciò che Darwin aveva potuto OSSERVARE! forse solo ologrammi?
Ad un tratto la musica richiamò i suoi sensi, mentre voci ataviche costruivano un angosciante climax, culminante in assai profetiche parole: «Quanta VITA ha ancora il tuo intelletto se dietro a te scompare la tua RAZZA
 
Massimiliano Lincetto – Campodoro (PD)
19 anni
Classe V B
ITIS Francesco Severi - Padova
INSEGNANTE (materie letterarie): Laura Camporese
INSEGNANTE (materie scientifiche): Maria Luisa Celi