Elaborati Scuole Superiori

Gallo Anna (Vicenza) - DARWIN E HARRY

 

Torino, Fiera del Libro - La premiata Anna Gallo con le insegnanti Elisabetta Bergomi e Donatella Scala 
 
DARWIN E HARRY
7 novembre 1836
Era davvero un tipo strano… e sul Beagle non ero l’unico a pensarlo.
Sono pronto a scommettere che anche il nostro capitano avesse seri dubbi sulla stabilità mentale del nostro ospite. Ricordo ancora la prima volta che l’ho visto.
Il 21 dicembre 1831 e il cielo d’Inghilterra era coperto dalle immancabili nuvole.
Tutti eravamo pronti a partire a bordo del piccolo brigantino, per un viaggio di ben cinque anni, ma allora non ne sapevo la durata e mi rattristo ancora nel pensare che non ebbi salutato a dovere la mia dolce Mary.
Stavo lavando il ponte, mi avevano detto di farlo brillare per la partenza, quando dalla passerella vidi salire un uomo, nei suoi occhi brillava l’allegria di un bambino. Notai subito che si guardava in torno un po’ confuso e perciò pensai che avesse sbagliato imbarcazione, tenendo conto che qualche metro più avanti si trovava quella dritta, dritta per l’America. Mi avvicinai ed egli non mi lasciò nemmeno il tempo di parlare, disse: “Salve sono Charles Darwin; Charles Robert Darwin, sono il naturalista di bordo, con chi ho il piacere di fare la mia conoscenza?” “Mi chiamo Harry signore, Harry e basta… sono il mozzo”; arrossii… mi trovavo davanti ad un uomo di cultura e io non sapevo nemmeno scrivere il mio nome.
Egli mi rispose “Suvvia ragazzuolo non faccia così… sia fiero di quello che è!”
Quello fu l’inizio di una magnifica e duratura amicizia che ci accompagnò per tutti i cinque meravigliosi anni.
Mi piaceva molto osservarlo, mentre elaborava i suoi appunti. Era un uomo impegnato, ma questo non volle dire che non ebbe tempo per me, infatti è grazie a lui se ora posso scrivere tutto ciò. Quante volte lo accompagnai in visita alle nuove terre.
“In esplorazione” urlava ogni volta entusiasta che scendevamo dal Beagle.
Prendeva appunti su tutto, raccoglieva qualsiasi cosa, persino strani sassi che chiamava FOSSILI e non smetteva mai di disegnare le strane creature avvistate, nuove SPECIE di ANIMALI (diceva lui), che prima d’ora io non avevo mai visto. Per non parlare delle tante verdure che egli chiamava VEGETALI.
Usava termini a me sconosciuti come: EVOLUZIONE, ANALOGIA e ADATTAMENTO.
A volte non riuscivo a seguire tutti i suoi ragionamenti contorti, ma ascoltavo sempre con attenzione.
Per fare un ESEMPIO, io non riesco ancora a comprendere cosa ci sia di tanto singolare nei gusci di tartaruga, a parte che al loro interno si trova qualcosa che all’ora di pranzo non si può certo rifiutare.
Sarebbe sicuramente d’offesa a Tiago, il nostro cuoco di bordo, di nascita inglese ma di cuore e ORIGINI spagnole.
Fu durante la nostra sosta nelle isole Galàpagos che il signor Darwin mi stupì come mai aveva fatto prima. Infatti, quando gli dissi che la tartaruga che avevamo mangiato per cena veniva dall’isola di Santiago, lui mi tempestò di domande ed io risposi che era semplice riconoscere la loro provenienza, bastava OSSERVARE il solido carapace.
Egli balzò in piedi e iniziò ad urlare e a cantare tanto che per alcuni marinai questa fu la conferma che avesse seri problemi mentali e psicologici.
Mi ordinò di portargli subito un pezzo di carta e qualcosa per scrivere, era fuori di sé e così lo accontentai senza esitare.
Mi strappò il materiale di mano e scrisse: “La selezione naturale non è quindi un processo ricreativo, ma un meccanismo di rielaborazione. La selezione naturale avviene quando variazioni ereditabili vengono esposte a fenomeni ambientali”
“Hai capito Harry?” “Ehm.. veramente no signore !” Lui sbuffò, mi guardò e rispose: “Le tartarughe di Santiago hanno il guscio più scuro di quelle dell’isola di Florenza, perché nella prima la colorazione del terreno è più scura e perciò è più facile mimetizzarsi, capisci ora?” “Forse signore…” aggiunsi perplesso. Ero sicuro che la sua fosse una scoperta brillante, ma non mi rendevo ancora conto della sua importanza.
Quando tornammo in Inghilterra, il 2 ottobre 1836, il signor Darwin mi confidò che aveva intenzione di presentare le sue scoperte e teorie a tutto il mondo, ma per far ciò, sapeva, che sarebbe andato contro a molte menti.
Cercai di incoraggiarlo e, dopo averlo ringraziato di tutto, ci salutammo con un abbraccio.
E così, dopo cinque anni sono qui… a scrivere e a ricordare quel meraviglioso viaggio, di grande importanza per la scienza.
 
 
 

Anna Gallo   
Vicenza  
Classe 1° AT
Liceo Scientifico G.B.Quadri - Vicenza
INSEGNANTE (materie letterarie): Elisabetta Bergomi
INSEGNANTE (materie scientifiche): Donatella Scala