Elaborati Scuole Superiori

Fiolini Lorenzo (Isorella, BS) - ESPLORATORI DEL PASSATO

 

Erano anni che viaggiava per le Galassie alla ricerca delle sue ORIGINI, alla ricerca di tracce dell’evoluzione della sua SPECIE, che tanto si era diffusa in tutto l’Universo per sete di ricchezza e di conoscenza, dimenticando il suo passato, accecata dallo sfavillante futuro che l’attendeva. Erano rimasti in pochi della sua specie, e tutti, come lui, speravano ancora di riscoprire da dove venissero e, con questa speranza, cercavano resti di ESTINZIONI passate, FOSSILI che avrebbero testimoniato l’esistenza delle prime forme di VITA e l’origine della sua specie. Ed ora si trovava in un sistema planetario ruotante attorno ad una stella molto antica, che sarebbe presto stato inghiottito da un buco nero formatosi alcune migliaia di anni-luce di distanza, ma talmente massiccio da poter attrarre materia ad altissima velocità. Era ormai una lotta contro il tempo: sarebbe riuscito a scoprire ciò che cercava o avrebbe scoperto la vera essenza di un buco nero? La cosa certa era che lui non si sarebbe arreso, troppo affascinato da quel desiderio inconscio e ineluttabile che lo aveva trascinato fino sulla superficie di quel pianeta, il terzo del sistema. Era ormai sicuro di essere vicino ad una scoperta che gli avrebbe cambiato la vita: aveva infatti notato, sotto i cumuli di ghiaccio e terra che ricoprivano il pianeta, resti di organismi mai visti prima, e tracce di antichi insediamenti ipotizzati un tempo fiorenti e ricchi di vita. La paura dell’ignoto lo attanagliava, ma l’istinto di rimanere a cercare, di scavare sotto tutto quel ghiaccio rendeva vane tutte le grida e le suppliche di allontanarsi che la sua razionalità gli lanciava. Dopo giorni di lavoro riuscì finalmente a riportare alla luce quello che aveva visto durante la prima ispezione sul pianeta: un intero villaggio (perché di villaggio si trattava, considerate le modeste dimensioni rispetto a quelle degli insediamenti della sua civiltà nel periodo del suo splendore), con resti di esseri antichi perfettamente conservati. Mai si sarebbe immaginato di trovare tracce così sicure del suo passato, dei suoi predecessori. Eppure ora ecco ciò che da tanto cercava: i CORPI dei suoi avi erano davanti a lui, pronti a rivelargli qualsiasi mistero egli avrebbe chiesto. Era pronto ad andarsene, ma un nuovo imperioso “no” proveniente dalla sua anima lo bloccò: ormai non contava più la sua morte o la sua SOPRAVVIVENZA. Era ormai ad un passo dal trovare la risposta a tutti i suoi interrogativi, le domande che da una intera esistenza lo facevano soffrire per la mancanza della soluzione. Deciso a rimanere fino allo scioglimento del mistero, continuava ad analizzare campioni, scattare fotografie e CATALOGARE tutti i rinvenimenti effettuati su quel terzo pianeta del sistema. Non aveva più alcun dubbio: l’essere che aveva davanti era il suo progenitore, l’antenato da tanto cercato e finalmente ritrovato. Raggiunto l’obiettivo della sua vita si lasciò andare, e scoppiò in un pianto liberatorio e gioioso, e dimenticò tutte le faticose avventure vissute durante la sua esistenza. Ma la gioia e la felicità lasciarono presto spazio all’ignoto: il pianeta stava per essere inghiottito dal buco nero. Lui non aveva paura, non vedeva la sua scomparsa come la fine ingloriosa dell’eroe che era divenuto: la sua vita gli aveva riservato sorprese oltre la sua immaginazione, e ora era pronto ad affrontare questa nuova prova del destino con una forza d’animo mai avuta prima. L’ultimo pensiero prima dell’oblio andò a se stesso, frutto dell’EVOLUZIONE della creatura che aveva scoperto sul pianeta misterioso sul quale, di fatto, si trovava ancora. E mentre i suoi pensieri vagavano liberi senza più alcuna frontiera si rammentò di una leggenda antichissima, appartenuta alla sua famiglia di “esploratori del passato” da millenni e mai del tutto cancellata dalla sua memoria. Essa parlava di un essere sconosciuto, misterioso e arcano, con due gambe, due braccia, una pelle rosea pallida coperta da pochissimi peli, molto evoluto all’epoca della sua improvvisa scomparsa. E capì che quella non era più una leggenda: lui era il frutto di millenni di evoluzione di quella specie eclissatasi così bruscamente. Ed ora che l’aveva riscoperta era certo di essere un erede degno di quella grande cultura spezzatasi per l’eccessiva sete di ricchezza e di conoscenza che aveva dimostrato. Abbandonandosi alla singolarità del buco nero, sognò di essere tornato indietro nel tempo, testimone di quella che fu, nonostante grandi contraddizioni, una civiltà maestosa e magnifica, grandissima nelle opere ed evoluta fino all’inimmaginabile; aveva scoperto di essere degno DISCENDENTE di grandiosi antenati: gli umani.
 
Lorenzo Fiolini - Isorella (BS)
15 anni
Classe II BL
Liceo scientifico tecnologico “Benedetto Castelli” - Brescia
INSEGNANTE (materie letterarie): Maria Carla Devoti
INSEGNANTE (materie scientifiche): Eliana Colombi