Elaborati Scuole Superiori

Di Fazio Giuseppina Rita (Paternò, CT) - IN VITRO

 

Charles era sempre stato un bambino molto sveglio per la sua età, perspicace al punto giusto. Da dietro quegli occhialetti rotondi spiava il mondo; il mondo dei grandi, ma anche quello delle piante e degli animali. La sua naturale curiosità lo aveva spinto a porsi tante domande su tutto quello che, con meraviglia, scopriva. Il buffo episodio cominciò una mattina, quando Charles era andato con la sua classe e la maestra a visitare il “Museo delle Scienze” della sua città.
Girava forsennatamente la testa, prima a destra poi a sinistra, e poi di nuovo a destra, nell’ inutile tentativo di catturare e stamparsi in mente tutte quelle forme strane, che Charles non aveva mai visto. Dietro un vetro riconobbe alcuni insetti di cui però non conosceva il nome. C’ erano animali più grandi, alcuni estinti, che se ne stavano immobili con gli occhi vitrei e la pelliccia sintetica, come chi posa per una foto. Un cartellino, accanto ad ognuno, ne spiegava la RAZZA, il nome, quasi sempre di origine latina. Charles rimase indietro alla fila, con la bocca aperta in esclamazione e gli occhialetti gli erano scivolati sulla punta del naso.
“Wow!!” esclamò trovandosi davanti alla riproduzione di un uomo primitivo, esageratamente alto e robusto per assomigliare a una scimmia, nonostante la folta peluria che lo ricopriva. Sotto, il cartellino diceva: “homo sapiens neanderthalensis”. Non era dietro un vetro come tutti gli altri, ma se ne stava su un piccolo podio cilindrico, con lo sguardo fiero e acuto. Charles si guardò attorno sospettoso e sporgendosi avanti sfiorò le punta delle dita del cavernicolo, che sembravano estremamente vere.
“Ah no,no giovanotto! Si guarda ma non si tocca”.
Il bambino si girò di colpo e quasi urlò dallo spavento.
“Ehi, li conosco questi trucchi! Ma dico: io parlo e tu mi dai le spalle e te ne vai?” lo richiamò il cavernicolo che adesso fissava Charles con le braccia conserte e un po’ spazientito.
“Ehm… mi scusi signore, io non volevo farle male” si scusò il ragazzino,
“Il mio nome è Raymond” si inchinò il cavernicolo e gli spigoli delle labbra gli si piegarono in un amichevole sorriso.
“Io sono Charles, ma lei da dove viene?”
Raymond piegò la testa con aria un po’ interrogativa e, scendendo dal podio, spiegò “Vengo dall’ISOLA di Giava; abitavo lì con la mia famiglia in un tranquillo villaggio, quando due visitatori mi offrirono questo lavoro”
“Lavoro?”
“Sì, dicono che assomiglio a delle personalità importanti ma ormai morte, e così io dovrei prendere necessariamente il loro posto qui” spiegò con assoluta convinzione il cavernicolo, “In cambio mi offrono un buon letto e un pasto caldo al giorno; a Giava è difficile trovare qualcosa di così buono come il cibo che avete qui”
“Personalità importanti?” chiese Charles scettico, “La persona a cui assomigli è morta da circa 30000 anni”.
Raymond non riusciva a capire niente di quello che il piccolo genietto farfugliava tra sé “Cosa significa?”
“Ora te lo spiego, vieni con me, non possiamo stare qui”.
Il cavernicolo aveva indossato i suoi soliti pantaloni e una maglietta blu, così da essere un po’ più alla moda.
Adesso procedevano entrambi svelti verso la scuola di Charles, dove il bambino sperava di trovare una risposta a quel giallo.
Nella biblioteca della scuola regnava un insolito silenzio, un’ atmosfera che aveva sempre affascinato Charles, che più volte si era trovato a spiare i titoli di grossi volumi di autori, a lui sconosciuti, con troppe “k” e “H”.
Aprì un piccolo libricino di storia e trovandosi per una volta nei panni del maestro, cominciò così la sua storia:
“Molti, molti anni fa, viveva in un AMBIENTE diverso da quello di oggi, dove non c’ erano ancora macchine e musei, una gran VARIETA’ di animali, di grande e piccola dimensione, la maggior parte dei quali oggi sono FOSSILI. A quel tempo anche la nostra SPECIE cercava di adattarsi a quel clima e, come tutti gli animali, era alla ricerca COSTANTE di CIBO. La capacità di pensare e ragionare evitò a questi primitivi uomini    l’ESTINZIONE e, accanto all’ EVOLUZIONE fisica, subirono anche un’ evoluzione culturale. Riuscirono a modificare la natura secondo i loro bisogni migliorando e progredendo fino ad oggi”.
“Questa storia è davvero molto bella ma cosa c’ entro io?” domandò Raymond sinceramente interessato a quello che diceva il ragazzino;
“Raymond non hai ancora capito?! Queste personalità importanti a cui assomigli sono uomini primitivi esistiti milioni di anni fa, che nessuno ha mai visto; ti hanno preso in giro; ti hanno sostituito alla copia in plastica di un uomo della preistoria!”
“Quindi io non sono famoso? Posso tornare a Giava?” si illuminò lo pseudo- cavernicolo;
“Ma certo! Non puoi stare tutto il giorno immobile e farlo anche gratis!”
Raymond abbracciò il piccoletto “Oh, ti ringrazio… ehm… come hai detto che ti chiami? Ch…Charl…
“Charles Dirwan”
“oh bene, Charles Dirwan, diventerai un grande…
“scienziato?”
“esattamente, un grande uomo!”
 
Giuseppina Rita Di Fazio
16 anni
Classe III B
Liceo Scientifico Enrico Fermi – Paternò (CT)
INSEGNANTE (materie letterarie): Mauro Mangano
INSEGNANTE (materie scientifiche): Giuseppina Caruso