Elaborati Scuole Superiori

Cordella Andrea (Roseto degli Abruzzi, TE) - TIM, LA GIRAFFA

 

Tim era una giraffa che a differenza delle altre del branco era molto piccola, per qualche strano codice EREDITARIO. Tutti i suoi amici lo prendevano in giro perché non era grande come gli altri e gli facevano i dispetti.
La sua diversità lo rendeva molto triste, stava sempre solo a giocare con le erbacce e a cercare cibo, lontano dal gruppo.
Sapeva che sarebbe bastata una parola e Twiga, suo padre, il capobranco, avrebbe esiliato a VITA le giovani giraffe che lo infastidivano.
Ma per una serie di motivi Tim non volle mai dir niente al padre.
Che cosa avrebbe pensato quando sarebbe venuto a conoscenza del fatto che suo figlio, il figlio del capobranco nonché discendente al trono, era oggetto di scherno da parte delle altre giraffe? Di sicuro la scarsa SOMIGLIANZA e il fatto che Tim non si faceva rispettare sarebbero stati una delusione e lui non voleva essere causa di delusione per il padre.
Twiga, infatti era sempre prodigo di attenzioni per il figlio e quest’ultimo si sentiva in dovere di essere motivo di orgoglio per il padre e non vergogna.
Un giorno Twiga andò dal figlio e gli chiese:" Tim, come mai non giochi con gli altri del branco? ".
Tim rispose semplicemente che non gli stavano simpatici.
Gli anni passavano e la tristezza di Tim si trasformò in frustrazione, rancore, rabbia e voglia di vendicarsi.
"Quando sarò il nuovo capobranco"diceva fra se e se "gliela farò pagare a tutti quanti per avermi trattato in quel modo, vedremo poi chi riderà per ultimo".
La voglia di vendicarsi delle altre giraffe era così tanta che addirittura cominciò a desiderare che il padre morisse il più presto possibile per ordinare di uccidere nel modo più doloroso possibile coloro che avevano reso la sua vita un inferno.
Una calda mattina d’estate Twiga si avvicinò a Tim e disse:" Tim, voglio affidarti una missione ".
" Che genere di missione? " chiese Tim sorpreso.
" Spionaggio " rispose Twiga ridacchiando " vedi, i soliti combina guai hanno in mente di andare nel territorio abbandonato, tu sai quanto sia pericoloso lì e voglio che tu venga ad avvertirmi nel caso accada qualcosa di brutto ".
" Beh se ci lasciano le penne non saranno una grande perdita ".
" Tim… " disse Twiga con tono di rimprovero " come capobranco è mio dovere occuparmi di ogni INDIVIDUO della SPECIE, anche se si tratta di piantagrane come loro… "
" Appunto un tuo dovere, non mio "
" Come mio discendente dovresti fare pratica, star lì a giocherellare con le erbacce non ti renderà un buon capo "
" Perché non puoi andare tu a pedinare quegli sciocchi? "
Twiga avvicinò il muso chiaramente infuriato a quello del figlio e disse: " Adesso vai. È un ordine. "
" No " disse Tim in tono di sfida.
A quel punto il capobranco si erse in tutta la sua imponenza. Tim pensò che stesse per ucciderlo con un poderoso colpo, ma non si lasciò intimidire e continuò a guardare il padre dritto negli occhi.
" Bene " disse Twiga " fai come vuoi Tim. Ma sappi che mi hai molto deluso ". Si voltò e andò via.
Le ultime parole del padre avevano colpito profondamente Tim, che aveva passato la vita a tentare di non deluderlo per nessuno motivo al mondo.
" Chi se ne importa!!! " gridò a Twiga.
Tim camminò molto, pensava in continuazione a quello che era accaduto poco prima.
La notte ormai era calata e si accorse che era finito nel territorio abbandonato. Quel luogo faceva rabbrividire, era un AMBIENTE deserto, pieno di ossa sparse qua e là. Ad un certo punto udì le voci delle altre giovani giraffe del branco, sempre in COMPETIZIONE tra loro.
" Questo posto è una noia mortale, vogliamo andarcene?? " disse Craker.
" Uh-uh non è che hai paura per caso? Ihih… " chiese in tono di scherno Beef, il più massiccio di tutto il GRUPPO.
" Paura? Ma per favore… " concluse Craker.
Tim li osservò per un po’ fino a quando uno di loro si accorse della sua presenza.
" Ehi Beef, abbiamo compagnia " esordì Wally.
" Oh, bene bene, cosa abbiamo qui? Il moscerino che ci spia…scommetto che ti ha mandato Twiga per spiarci, non è così pulce? "
" No ti sbagli testa vuota! " esclamò Tim.
" Come hai detto?! "
" Cerchi guai? " ruggì Beef.
" Se così fosse? "
All’improvviso da dietro una roccia saltò fuori un leone che azzannò al collo Craker.
Non era solo. I leoni rincorsero le giraffe che nel frattempo stavano correndo via.
Sfortunatamente il gruppo cadde dentro un’enorme buca e vi rimase intrappolato.
" E adesso cosa facciamo??!! " disse uno degli amici di Beef " siamo morti, quando i leoni ci raggiungeranno ci sbraneranno vivi!!!"
" Ahh chiudi il becco! " esclamò Beef." Lì c’è un piccolo tunnel ".
" Hai detto bene, molto piccolo, è quello il problema Beef "urlò gravemente.
" Siamo tutti morti. Tutti!"
" No, non tutti " esordì Tim." Quel tunnel sembra proprio della mia grandezza. Ah be’…è un peccato che non abbiate un corpo come il mio non è vero? A volte essere diversi è una RISORSA!"concluse.
Risalì il tunnel che portava in superficie.
Beef infilò la testa nel tunnel:" Ehi! Tim! Va a chiamare aiuto! ".
" Perché? " chiese spavaldamente il giovane.
" Come perché?! " urlò Beef " Non vedi che siamo bloccati qua sotto??".
" Ah, si è proprio vero…un gran bel problema non trovi Beef? Prova ad urlare magari qualcuno ti sente. Forse una giraffa del branco…forse un leone chi lo sa… " disse Tim allontanandosi dalla buca per tornare a casa.
Ma subito dopo cominciò a chiedersi se quello che aveva fatto era giusto. Suo padre sarebbe stato deluso di lui per sempre e di sicuro nessuno avrebbe voluto come capobranco uno che abbandona i membri del suo gruppo per vendetta personale.
Tim si sentì in dovere di tornare indietro a salvare gli altri.
Nel frattempo nella buca era sceso un leone. " Buono micetto…"supplicava Beef " fa il bravo…". Il leone si lanciò sul gruppo, ma un gigantesco tronco gli cadde addosso schiacciandolo.
Tim si affacciò sulla buca:" Forza cosa state aspettando, salite!! ".
Una volta tornati dal branco si diffuse la notizia di come Tim avesse assicurato la SOPRAVVIVENZA a Beef e agli altri compagni.
Twiga andò verso Tim. " Papà io…" fece Tim, ma Twiga lo interruppe.
" Sono molto orgoglioso di te Tim. Sarai proprio un ottimo capobranco".
 
 
Andrea Cordella
15 anni
Classe IIB IGEA
Istituto D’istruzione Superiore “V. Moretti” - Roseto degli Abruzz (TE)
INSEGNANTE (materie letterarie): Antonella Ascani
INSEGNANTE (materie scientifiche): Silvana Porrini