Elaborati Scuole Superiori

Colavito Cecilia (Modena) - NOTE SULL’EVOLUZIONE

 

Torino, Fiera del Libro - Cecilia Colavito con le insegnanti Anna Negri e Paola Fregni, Piero Bianucci e Irene Enriques
 
 
NOTE SULL’EVOLUZIONE
 
Ecco un altro pomeriggio di studio. Prendo fuori dallo zaino il libro di scienze. Mi avvolgo in una calda coperta dalla testa ai piedi e così imbacuccata, libro sotto braccio, mi siedo sul divano. Apro il libro a caso…sento già che tanto non concluderò niente. Cattiva scelta quella di mettersi sul divano e per di più con una coperta. Eppure, ormai, l’ esperienza avrebbe dovuto insegnarmi che la reazione naturale che si instaura tra libro di scuola+coperta calda+divano è il sopraggiungere di un sonno invitante e traditore. ‘Dai, basta un minimo sforzo di volontà, inizia a studiare…’ No. Non ce la faccio. Mi alzo di scatto. meglio evitare che il sonno arrivi e mi tradisca, anche perché conoscendomi so per certo che non opporrei resistenza! Dunque cosa fare per questi altri cinque minuti che mi concedo prima del fatidico studio? Il mio sguardo viene catturato dalla televisione…Ma sì, perché no? Vedere cosa ci sia in onda e spegnere subito dopo non credo abbia mai causato danni. Mi decido e l’accendo. Ovviamente trovo grandi pubblicità, due o tre telefilm e un’ intervista. Riconosco subito l’ intervistato dalla sua inconfondibile capigliatura: Giovanni Allevi, il famoso pianista. Dopo qualche domanda iniziale, l’intervista si ferma. Vogliono, infatti, mostrare qualche minuto di un suo concerto in qualità di direttore invece che di pianista. Interessata alzo il volume.
Silenzio.
Il direttore è immobile, gli strumenti muti. Poi alza leggermente la bacchetta e come per magia tutti gli strumenti prendono VITA, nello stesso istante. L’aria inizia a riempirsi di una melodia dolce e sognante. Gli strumenti si muovono all’unisono, districandosi fra una nota e l’altra allo stesso modo. Sembra che siano tutti importanti di fronte alla musica, di fronte al direttore. Continuano così per un poco. I musicisti sembrano lontani, persi in un mondo che solo pochi possono comprendere.
Ad uno scatto improvviso della bacchetta i violini si staccano dalla melodia creata con gli altri strumenti. Ora sembra quasi che le note si rincorrano, volteggino, circondando la musica di fondo con un’ abbraccio di allegria.
Ad un altro muto cenno del direttore si discostano anche i flauti con giochi, salti e spruzzi di note.
Il direttore non risparmia nessuno. Invita tutti gli altri strumenti a variare dalla melodia di base, in tempi diversi o insieme per giungere ad un’ armoniosa DIVERSITA’. Ogni variante è una continua EVOLUZIONE, eppure si scorge sempre quella eco del canto iniziale. Rimango incantata dalla complicità reciproca degli strumenti, dal movimento del direttore, dal potere che ha di decidere quando deve fare la sua comparsa una VARIANTE, piuttosto che un’altra. Non c’ è che dire, davvero una bella opera. Complimenti al compositore (che poi in questo caso è anche il direttore) il creatore di questa alternanza di emozioni.
D’improvviso il concerto viene fermato. Si continua con l’intervista. Allevi riprende a parlare e dice che ha intitolato la sua opera:“Evolution”. Spiega, infatti, che lui aveva sempre suonato solo il pianoforte senza l’accompagnamento musicale di altri strumenti fino a quando nella sua mente si era formata una melodia che comprendeva un’orchestra sinfonica. Perciò, testuali parole: “era necessaria un’evoluzione”. Conclude dicendo che la musica procede per evoluzione e non per drastica rivoluzione.
Spengo la televisione. Ritorno sul divano e prendo il libro di scienze, già aperto. L’occhio mi cade sul titolo del capitolo: “ L’evoluzione biologica”. Sorrido per la coincidenza. Però effettivamente le due cose, musica ed evoluzione, hanno qualcosa in comune. Anzi pensandoci bene tra loro vi è proprio una SOMIGLIANZA. L’idea di evoluzione parte, infatti, dal presupposto di un’ORIGINE comune, ossia da un antenato, da cui si sono poi GENERATE numerosissime specie diverse. Così il componimento musicale parte da una melodia di base da cui poi ogni strumento si allontana per variarla e MODIFICARLA. Il direttore di un’orchestra potrebbe essere, perché no, l’AMBIENTEhe fa sì che una specie segua una variazione genetica piuttosto che un’altra.
Musica e SCIENZA.
Non l’avrei mai detto!
Mi sistemo meglio sul divano e con un sorriso inizio finalmente a studiare.
 
Cecilia Colavito
16 anni
Classe III D
Liceo Scientifico A. Tassoni – Modena
INSEGNANTE (materie letterarie): Anna Negri
INSEGNANTE (materie scientifiche): Paola Fregni