Elaborati Scuole Superiori

Carola Ilaria (Taranto) - MATILDE

 

Matilde si sentiva DIVERSA da tutti gli altri.         
Ogni mattina apriva gli occhi pigramente al sorgere del sole e, con sempre meno entusiasmo,tirava fuori,piano piano,la testa dalla sua forte e protettiva corazza, per affrontare un’ altra giornata come tante,come tutte: inutile.
Ogni ora,ogni minuto, scorreva lento e inesorabile: la sua VITA  era un susseguirsi di piccoli gesti quotidiani che,giorno dopo giorno, la portavano a sentirsi sempre più sola e disperata.
Sin da piccola si era sempre domandata perché , a CAUSA di quel suo odioso CORPO, non fosse capace di correre nelle COMPETIZIONI o semplicemente giocare come gli altri animali. Cosa c’era in lei che non andava? Perché non era come tutti gli altri?
I suoi genitori l’avevano sempre rassicurata dicendole che ognuno è meraviglioso proprio perché UNICO ,con delle caratteristiche che lo differenziano dagli altri e lei era solo nata un po’ lenta… ma molto riflessiva. “E poi vuoi mettere”,le ripetevano inoltre continuamente, “che sicurezza hai,con una corazza tutta tua,niente può farti del male, sei invincibile.
Matilde invece aveva una sua TEORIA per giustificare le sue strane FORME: secondo lei qualche molecola di DNA ,un po’ distratta e imbranata,non era riuscita a seguire le altre e aveva MODIFICATO le sue informazioni genetiche.
Insomma per lei la sua SPECIE era il risultato di un errore.
Col passare degli anni,essendo cosi chiusa in se stessa,odiando a tal punto il suo corpo da non voler più uscire di casa, finì per crescere senza amici,sola e evitata da tutti.
La sua vita scorreva cupa e senza speranze quando un giorno,vicino ad un lago,vide un altro suo SIMILE: era anziano e la sua pelle era tutta un ricamo di rughe. Osservava il sole con occhi ridenti e il suo sguardo conteneva tutta la saggezza del mondo,del quale egli si sentiva testimone vivente, poiché la sua specie abitava lì da milioni di anni. Improvvisamente Matilde sentì dentro di sé lo scorrere dei millenni che i suoi simili avevano attraversato, mantenendo immutate le proprie caratteristiche ed ebbe un moto d’orgoglio per la forza e la tenacia che li contraddistingueva.
L’anziano si accorse di Matilde e le sorrise, così anche Matilde sorrise alla vita.
 
 
Ilaria Carola
15 anni
Classe V A
Liceo classico Statale ”Quinto Ennio” – Taranto
INSEGNANTE (materie letterarie) Rosanna Bianco