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Capone Oliviero (Milano) - SCIENZA E POLITICA: IL DARWINISMO SOCIALE

 

Non v’è ombra di dubbio che gli studi e le conclusioni tratte da Darwin segnarono una svolta per l’umanità, strappando l’egemonia culturale e scientifica, per ciò che riguarda la TEORIA dello sviluppo della SPECIE, a spiegazioni di matrice religiosa, ed oscurantista.
Con la teoria della SELEZIONE NATURALE e della COMPETIZIONE fra gli INDIVIDUI, Darwin spiegò i motivi delle varie DIVERSITÀ all’interno delle SPECIE e del predominare degli elementi migliori per forza o astuzia, nello stato di natura. Come sostiene Rousseau, oltre alla disuguaglianza morale o politica, assente in natura, esiste una disuguaglianza naturale, basata sulle differenze fisiche che, nel nostro mondo ARTIFICIALE, divengono sempre più irrilevanti. Ciò nonostante, proprio sulla base di tali differenze, già nel XIX secolo, si svilupparono correnti sociali e politiche che si servivano delle TEORIE di Darwin in modo arbitrario per legittimare la loro inclinazione a sfruttare le classi lavoratrici o per legittimare la superiorità della loro RAZZA sulle altre, avente, secondo questi signori, una missione colonizzatrice, in nome di un falso PROGRESSO. Argomentazioni totalmente prive di SCIENZA e di fondamento, date le numerose ricerche che hanno provato che il concetto di razza è geneticamente infondato e che il DNA ha le stesse caratteristiche per tutto il genere umano: non ne esistono di migliori o di peggiori.
Da ciò risulta lampante come la scienza, e lo stesso Platone lo afferma, possa diventare distruttiva se posta nelle mani di ignoranti o spregiudicati che se ne servono come arma sociale. È nostro compito, dunque, stroncare questa eventuale tendenza non appena essa si manifesti e spogliarci di qualsiasi ideologia nell’approcciarsi alla scienza e alla ricerca.
 
 
 
Oliviero Capone
17 anni
Classe II
Liceo Classico “Giovanni Berchet” - Milano
INSEGNANTE (Materie Letterarie): Marco Ragazzi
INSEGNANTE (Materie Scientifiche): Anna Busca