Elaborati Scuole Superiori

Amatulli Rossella (Cassano delle Murge, BA) - PRIGIONIA D’ETERNITÀ

 

Odiavo l’eternità. Il tempo pesava pressante sulla mia anima, destinata a vivere per sempre. Un tempo che non ero più in grado di contare, tanti erano i secoli della mia esistenza. Avrei voluto liberare la mia anima da quella prigionia lacerante, ma l’unico modo per farlo era donare il mio cuore, la mia stessa esistenza eterna ad una SPECIE dell’Universo. Ma fino a quel momento non avevo trovato nessun essere degno del mio dono. Vagavo per pianeti che apparivano IDENTICI, abitati dagli stessi ANIMALI, ma nessuno di loro era tanto sublime da meritare il mio cuore.
Un giorno raggiunsi un pianeta chiamato Terra, ma anche quello era SIMILE a tutti gli altri. Il mio cuore, che pompava vita incessantemente, era ormai diventato un compagno fastidioso, che mi avrebbe seguito per sempre. Poi, ad un tratto, avvertii un suono. Non avevo mai udito nulla del genere. Non avevo idea di cosa fosse, né da dove provenisse, ma la mia mente mi suggeriva che si chiamava "voce" e un’altra parte di me, non so quale precisamente, mi sussurrava che era il suono più bello che io avessi mai sentito in tutta la mia VITA. Rimasi incantato e sbigottito: esisteva ancora qualcosa che non conoscevo! Le mie gambe correvano già verso il punto in cui avevo udito quella melodia cosi indefinibile, nuova per me. L’unica parola per descriverla era "bella". Una parola così semplice… ma sono sicuro che quella melodia fosse il concetto di bellezza. Tutto il mio CORPO si era proteso verso il suono, ma i miei occhi, benché infiniti, non vedevano nulla, se non la fitta vegetazione che mi circondava. Tutto taceva. Poi, ad un tratto, un altro suono, diverso, più armonioso…una…"risata", suggeriva la mia mente geniale. I miei muscoli scattarono, quasi fossero anche loro avidi di conoscere la CAUSA di quella risata. Infine, frastornato ed eccitato, la trovai. Era lì, a pochi passi da me, vicino ad una sorgente: una creatura meravigliosa. Non avevo mai visto tanto splendore tutto insieme. Avrei trascorso la mia eternità a guardarla. Prima ANALIZZAI il suo corpo e le sue FORME, la sua pelle diafana, i suoi capelli neri, che sembravano petali di fiori, e i suoi occhi. Solo due, ma scurissimi e intensi. Nonostante il loro colore scuro non sembravano piatti, anzi profondissimi ad in grado di trapassare qualsiasi anima. Poi OSSERVAI i suoi movimenti, lenti e delicati. Tutto in quella creatura, nonostante fosse la più incantevole che avessi mai visto, mi conduceva a pensare che fosse anche la più debole e indifesa. La sua pelle appariva troppo delicata, il suo corpo troppo esile per poterla proteggere… e tutto di lei, ogni suo singolo centimetro, appariva fragile. Eppure questa fragilità, questa totale imperfezione, la rendevano ancora più straordinaria, lo, che ho sempre cercato la perfezione, mi trovai a cedere il mio dono più grande ad un essere del tutto imperfetto. Ma non potevo fare a meno di provare piacere guardando il suo sorriso appena abbozzato e le sue labbra incresparsi… Non potevo impedire alle mie gambe di non cedere dinanzi al luccichio dei suoi occhi, perché quando sei avvezzo alla conoscenza, quando ormai sei sicuro dì aver visto ogni essere dell’Universo e invece ti rendi conto di sbagliare, perché ti eri perso proprio la creatura più sublime, allora… Allora tutta quella fatica nell’impegno a cercare un essere degno del tuo dono è finalmente appagata e sembra che tutti i terremoti possibili e immaginabili si scatenino all’interno della tua anima.
Così aprii il mio torace, presi il mio unico cuore dall’incavo del petto e lo donai a lei.
 
 
Rossella Amatulli
16 anni
classe III D
Liceo scientifico Leonardo Da Vinci - Cassano delle Murge (BA)
INSEGNANTE (materie letterarie): Maria Teresa Lanzolla
INSEGNANTE (materie scientifiche): Lilli Mariani