Elaborati Scuole Superiori

Abbenante Diego (Roma) - LA PRECARIA EVOLUZIONE DI…MARTA

 

Marta si alzò dal letto, erano le sette e un quarto.
Era abituata a svegliarsi presto la mattina, aveva frequentato gli ultimi anni del liceo in una scuoia lontana dalla sua casa e si era adattata a questo stile di vita che le era stato utile anche durante l’università per arrivare puntuale alle lezioni. Era stata (ed  era ancora) una studentessa modello.
Aveva scelto di iscriversi alla facoltà di biologia seguendo la sua innata passione per  te scienze, si era laureata con il massimo dei voti, specializzata in genetica aveva da poco terminato un dottorato sull’ereditarietà e il darwinismo. All’età di 31 anni aveva "finito" il suo ciclo di studi ma il lavoro tardava ad arrivare. Lei non perdeva la
speranza, era riuscita a sopravvivere quando trascorreva otto ore della giornata in un laboratorio retribuita con una misera borsa di studio ed era sicura di poterlo fare anche ora, chiedeva solo un lavoro con il quale mettere in pratica quello per cui aveva studiato e che era la sua passione.                                                             
Probabilmente se si fosse trasferita in Inghilterra o in America come buona parte dei suoi compagni di studi avrebbe trovato un lavoro sicuro e un buono stipendio, ma doveva badare a sua madre che da qualche anno era malata di Alzheimer e la sua coscienza di figlia unica non le permetteva di abbandonarla in un ospizio per anziani.
Quella mattina Marta sarebbe stata impegnata con un ennesimo colloquio per la ricerca del lavoro, questa volta in un laboratorio che si trovava al centro di Roma.
Dopo esser andata a salutare la madre nella sua stanza, uscì di casa per raggiungere la stazione della metropolitana.
Che la speranza in lei di trovare un lavoro stesse diminuendo di colloquio in colloquio si vedeva anche dal suo abbigliamento: mentre le prime volte, prima di presentarsi per la selezione, passava ore a provare vestiti diversi e a truccarsi nel migliore dei modi sperando di sfruttare in qualche modo il suo aspetto fisico, nelle ultime
occasioni aveva indossato il primo pantalone e la prima maglietta che le erano capitate lasciando viso e capelli al naturale.
Raggiunto il laboratorio parlò con il responsabile delle Risorse Umane dell’istituto di ricerca che le illustrò il progetto per il quale avrebbe dovuto lavorare, le spiegò il suo probabile futuro impiego, il meccanismo per ì finanziamenti dell’esperimento, eccetera, eccetera…
Marta sapeva tutte queste storielle a memoria, le aveva sentite ormai un’infinità di volte e ogni volta si concludevano con un "le faremo sapere" o "cerchiamo gente un po’ più giovane".
Questa volta no.
Quando il responsabile le porse il contratto da firmare Marta non stava più nella pelle, finalmente un lavoro! Avrebbe lavorato dieci mesi guadagnando novecento euro al mese. Firmò il contratto.
Quando uscì era euforica, contentissima Ma sentiva in lontananza una vocina dentro di sé che le diceva: "Che farai dopo? Che RAZZA di VITA è questa?”
 
 
Diego Abbenante
classe III F
Liceo Scientifico Statale Aristotele - Roma
INSEGNANTE (materie letterarie): Flavia Scarnicchia
INSEGNANTE (materie scientifiche): Rosanna Cipressi