Elaborati Scuole Medie

Trapolin Davide (Prato, PO) - A PROPOSITO DELLA TEORIA DELL’EVOLUZIONE DI DARWIN…

 

 
Torino, Fiera del Libro - il premiato Davide Trapolin con Piero Bianucci, Irene Enriques, l’insegnante Rosaria Bux
 
 
"A PROPOSITO DELLA TEORIA DELL’EVOLUZIONE DI DARWIN…"
 
Se nel 2009 Charles Darwin potesse celebrare il 150° anni anniversario
della pubblicazione dell’Origine delle specie scoprirebbe che la teoria dell’evoluzione si trova ancora ad affrontare sfide simili a quelle che incontrò un secolo e mezzo fa. L’evoluzione è ancora ben lontana dall’essere un fatto riconosciuto da tutti e la voce dei suoi oppositori, a partire dal creazionismo (Dio creatore di tutte le specie) per arrivare alla sua variante più moderna l’intelligent design (forza soprannaturale che dirige il cambiamento), è ancora forte in molti Paesi. Naturalmente la scienza ha fatto numerosi passi avanti, accumulando un gran numero di prove che confermano la parentela fra tutte le specie viventi e le loro mutazioni nei confronti del tempo.
Per parlare correttamente dì evoluzione non è importante ricercare qualsiasi riferimento verso un fine o un ordine predeterminato. Nella teoria di Darwin non c’è una mente che dirige il processo evolutivo verso uno scopo, né un’intenzione da parte degli organismi viventi dì procedere in una direzione piuttosto che in un’altra, ma solo un insieme di eventi che si susseguono in base a meccanismi naturali "automatici" e che, dopo che sono avvenuti, ci danno l’impressione di uno scopo e di un ordine prestabilito. Il meccanismo automatico che guida l’evoluzione è, nella formulazione di Darwin, la selezione naturale. Questa non è una forza attiva, non crea, non vede il futuro e non ha in mente nessuno scopo, essa è soltanto un meccanismo attraverso cui alcuni organismi lasciano più eredi, cioè trasmettono le loro caratteristiche a un maggior numero di individui, rispetto ad altri membri della specie alla quale appartengono.
Darwin utilizza la parola evoluzione nella prima edizione dell’ ”Origine delle speciesolo nell’ultima frase dove scrive che dalle origini della vita innumerevoli forme "si sono evolute e continuano a evolversi". Per parlare del processo che oggi chiamiamo evoluzione Darwin utilizzava l’espressione più neutrale di "discendenza con modificazioni". Parlare di evoluzione della specie non vuol dire tuttavia che le forme di vita più recenti siano migliori di quelle precedenti. Il punto di arrivo secondo Darwin in cui l’evoluzione produce il massimo grado di perfezione è quello di adattamento all’ambiente. Gli ambienti mutano di continuo e non è detto che l’organismo che "funziona" bene in un dato ambiente continuerà a farlo anche dopo mutamenti sostanziali delle condizioni esterne. Se il nostro habitat subisse alterazioni significative, come forti cambiamenti climatici, diverse disponibilità alimentari, anche la specie umana insieme a molte altre oggi esistenti, sarebbe spazzata via in un "istante geologico”. Bisogna inoltre tener presente che l’evoluzione come adattamento all’ambiente vale soltanto nell’ambito di una data linea di discendenza, all’interno di un particolare ambiente e in un lasso di tempo circoscritto: se si considerano tutti gli organismi esistiti e tutti i 3,5 miliardi di anni di storia della vita, una tendenza del genere non è più riscontrabile in senso globale.
Darwin, da vero scienziato, ha osservato tutti i parametri che hanno contribuito a determinare l’evoluzione della specie e come tali li ha elaborati nella sua teoria. Ritengo che sia importante conoscere la teoria scientifica dell’evoluzione, considerandola equivalente a un naturale concetto di "storia" o "cambiamento" quello che viene dopo, viene dopo e basta, e non è affatto detto che sia migliore rispetto a quello che c’era prima.
 
Davide Trapolin
13 anni
classe III F
Istituto Comprensivo Curzio Malaparte - Prato (PO)
INSEGNANTE (materie letterarie): Rosaria Bux
INSEGNANTE (materie scientifiche): Anna Paola Ceramelli