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Pozza Francesca (Modena) - DAL “CORRIERE DELLA SCIENZA”, DICEMBRE 2008

 

Fino a qualche giorno fa ritenevo di essere una discreta giornalista, non di fama internazionale, certo, ma abbastanza quotata da far parte della squadra degli inviati speciali della celebre rivista scientifica “Il corriere della Scienza”.
Ma oggi, beh oggi, credo di appartenere a quei pochi eletti che possono dire di avere vissuto un sogno, sì un sogno, perché anche adesso non sono sicura che la mia avventura sia stata qualcosa di reale….
Dunque, mi trovavo nell’arcipelago delle Galấpagos per un reportage sulle specie in via di ESTINZIONE e camminavo sulla spiaggia di Isabella immersa nei miei pensieri, ammirando distrattamente lo splendore dell’AMBIENTE circostante, quando all’improvviso ho udito un richiamo, qualcosa tipo: “Ehi tu!”. Ho pensato ad uno scherzo del vento, ma quella voce si è fatta più insistente: “Ehi tu, dico proprio a te, sono qui, sei sorda, cieca , o tutte e due!” Non potevo davvero crederci: davanti ai miei occhi si era improvvisamente materializzato uno splendido esemplare di tartaruga gigante. Superata la momentanea, paralizzante sorpresa, le mie dita hanno trovato i tasti del registratore tascabile, che per mia fortuna non abbandono mai, e le mie labbra sono riuscite ad articolare un “Ma tu…. tu parli?!”. “Ma certo che parlo, tutti gli animali parlano, ma di solito gli umani non sentono, perché non vogliono sentirci! Ora, non so perché, ma tu mi ispiri fiducia, perciò ascolta bene e poi riferisci ai tuoi SIMILI questo messaggio: come saprai noi tartarughe giganti siamo una SPECIE in via di estinzione e voi umani potete fare molto per la nostra SOPRAVVIVENZA. Pensa che la nostra ORIGINE sulla terra è più antica di quella dei dinosauri, anche se loro…beh non ci sono più da milioni di anni ormai. Poi siete arrivati voi e, dapprima ci avete usato come CIBO sulle vostre navi, poi avete portato qui ANIMALI che mangiano le nostre uova. Ora basta, voi che vi ritenete animali intelligenti, aiutateci: la nostra VITA dipende anche da voi!”. Dopo il silenzio.
Quante domande avrei voluto porle, ma nulla, ora le mie orecchie sentivano soltanto il sibilo del vento. Sul nastro del mio registratore è però rimasto impresso quel grido di aiuto ed io, cari lettori, vi chiedo: vogliamo davvero ignorarlo? Vogliamo davvero essere così insensibili da non raccoglierlo?
 
Francesca Pozza
12 anni
Classe II A
SMS "P. Paoli"- Modena
INSEGNANTE (materie letterarie: Madda Reggiani  
INSEGNANTE (materie scientifiche)Maria Giulia Coppi