Elaborati Scuole Medie

Molinatti Eugenio (Buttigliera Alta, TO) - KENT, 15 SETTEMBRE 1875…

 

Kent, 15 settembre 1875
 
Se ripenso alla mia vita da questa stanza così luminosa mi sembra di sognare. C’è chi mi considera un eretico perché ho osato andare contro il principio tradizionale della creazione indipendente di ogni singola SPECIE, così come l’ha proposta per secoli la Bibbia.
L’OSSERVAZIONE è stata la mia religione. Non è stato difficile capire che le differenze tra le specie di fauna e flora non potevano che essere il risultato di un progressivo ADATTAMENTO all’AMBIENTE che i singoli organismi avevano sviluppato nei secoli, attraverso la SOPRAVVIVENZA del più adatto ad abitare quella particolare nicchia biologica. Chi sostiene che io diminuisca in qualche modo la “superiorità” dell’uomo, poiché lo faccio cugino delle scimmie, non capisce che in realtà io all’uomo restituisco dignità. Non è infatti per me la copia imperfetta di Dio, ma una specie che ha sviluppato al massimo grado un organo,il cervello, che gli ha permesso disopravvivere in mezzo a esseri più forti fisicamente, adattando l’ambiente a se stesso e non viceversa. Anche lo studio dei FOSSILI mi ha aiutato a capire che le differenze tra le specie viventi potevano essere interpretate ammettendo il principio che si fossero prodotte attraverso una comune discendenza da FORME più antiche. Su questo si sono incentrate le mie ricerche e i miei studi dopo il mio ritorno in Inghilterra dalle isole Galapagos. Determinante a questo proposito fu l’analisi delle pratiche dell’allevamento a
opera dell’uomo per cui nel corso dei secoli si erano ottenute caratteristiche specifiche negli animali domestici, selezionando per la riproduzione i soggetti dotati dei caratteri che si volevano rafforzare e che erano vantaggiosi per le esigenze degli allevatori. Non fu difficile teorizzare che, analogamente alla selezione artificiale operata dall’uomo, anche in
natura dovesse agire un meccanismo simile per effetto di un fattore selettivo che, come mi suggerì la lettura del saggio di Malthus sull’incremento della POPOLAZIONE, doveva essere individuato nella lotta incessante per la sopravvivenza all’interno di un dato ambiente.
Gli INDIVIDUI di una specie non sono identici, ma presentano innumerevoli differenze spessodifficilmente percepibili: alcuni saranno perciò meglio adattati alle loro condizioni di esistenza e sopravvivenza nella COMPETIZIONE con gli altri individui e quindi per la continuazione della specie. Condizione necessaria per il sorgere di una nuova specie è
che gli individui più adatti possano trasmettere ereditariamente i caratteri vantaggiosi ai figli così questi a loro volta potranno aumentare il loro grado di adattamento divergendo poi nelle varie figliolanze notevolmente dai loro progenitori. La lotta per l’esistenza, legata alla reciproca dipendenza dei viventi e concernente non solo la vita degli individui, ma
anche il fatto che essi lascino una discendenza, è il motore della loro EVOLUZIONE che si svolge attraverso una SELEZIONE NATURALE quale risultato di infinite interazioni, operante ovunque se ne offra l’opportunità e spesso in modo sconosciuto. Molti aspetti della geologia, della classificazione, della distribuzione geografica e dell’anatomia hanno iniziato
ad essere chiariti e discussi alla luce della mia nuova interpretazione.
Coloro che mi dileggiano e mi chiamano blasfemo temono in realtà che venga messa in crisi la concezione della finalità dei processi biologici quale testimonianza di un disegno provvidenziale di Dio e hanno paura che l’ordine possa nascere dal disordine, e che sia stato il caso, o meglio l’interazione necessaria dei processi, a produrre nuovi e più elevati
livelli di organizzazione.
Non ho paura di costoro, saranno i posteri a giudicarmi.
 
 
Eugenio Molinatti
Classe II C
Scuola Secondaria Di Primo Grado
Defendente Ferrari – Avigliana
Plesso Di Buttigliera Alta (TO)
INSEGNANTE (materie letterarie): Franco Miglio
INSEGNANTE (materie scientifiche): Patrizia Rosa