Elaborati Scuole Medie

Livi Camilla (Montecatini Terme, PT) - L’EVOLUZIONE CONTINUA DENTRO L’UOMO

 

Sono chiamate in tanti modi, perché in ogni parte del mondo vengono provate ogni giorno, sono brutte e belle allo stesso tempo, sono forti o deboli.
Col passare del tempo si sono EVOLUTE. Per gli uomini primitivi esse erano solo impulsi, istinto e venivano TRASFORMATE in suoni, rulli di tamburi, espresse con gli occhi, con movimenti della bocca, oppure con versi incomprensibili SIMILI ad urli.
Quando l’uomo iniziò a scrivere esse iniziarono a farsi “sentire “ di più, lasciandosi decifrare attraverso un loro alleato, che rende meglio dei suoni ciò che si prova: il foglio bianco, l’”amico” di cui ci si può fidare, lo sfondo per dare sfogo e FORMA ai propri pensieri.
Da quel momento esse non fecero più paura.
Felicità, odio, tristezza, passione, rabbia, paura….. Gli scrittori iniziarono a cercare di descriverle agli altri, OSSERVANDOLE attraverso gli “specchi” con cui si mostrano: gli occhi, con colori intensi, con le palpebre a volte strette a volte spalancate, a volte lucidi, socchiusi oppure brillanti.
Lo scrittore dava CORPO, in modo molto sviscerato, all’EFFETTO che CAUSAVANO nell’uomo: esso è in ebollizione, sente che qualcosa sta montando, che deve buttare fuori ciò che ha dentro, deve esprimerlo per non farsi scoppiare la testa, sente caldo e vuole urlare.
Al giorno d’oggi esse vengono spente dalla televisione, che rende tutto meno reale, con giochi e programmi che inebetiscono i bambini e gli adulti. Mancano i contatti umani, sostituiti da quelli elettronici.
Però anche se abitiamo questo mondo troppo informatizzato, se cerchiamo dentro di noi, negli occhi di un bambino, le ritroveremo, perché dentro noi stessi ci sono e ci saranno sempre, anche se sepolte sotto chili di insensibilità.
Chissà: forse in futuro queste scompariranno, perché ci sarà sempre più tecnologia, sempre più PROGRESSO, sempre meno cose stupefacenti e meno cose da scoprire… Se arriverà quel tempo il mondo si congelerà, nessuno saprà più provare qualcosa, e gli “specchi” si appanneranno, non riflettendo più niente…
Secondo me l’INDIVIDUO non dovrà mai vergognarsi di mostrarle e credere che non esprimono niente, perché sono nate prima della parola e della scrittura. Sono nate con noi e finché le proveremo le terremo in vita. Per tutto questo e per quello che ancora mi farete provare io vi dico: grazie, emozioni!                                   
 
 
Camilla Livi
Classe II° Media
Istituto Don Bosco - Montecatini Terme (PT)
INSEGNANTE (materie letterarie): Maria Elena Chiocca
INSEGNANTE (materie scientifiche): Laura De Nisco