Elaborati Scuole Medie

Bassani Gilda Yael (Milano) - STORIA DI UN NOBILE PASSERO

 

 
Joey camminava lentamente sul prato, lo sguardo spento e la mente vuota. Un solo pensiero vi aleggiava ancora: l’esplosione della fabbrica che il giorno prima aveva spento migliaia di vite. In lontananza si stagliava un filo di fumo, proveniente dalle macerie in fiamme, che i pompieri non erano ancora riusciti a estinguere. Il ragazzo si sedette e sospirò guardando ancora l’edificio. “Quanti guai combinano le persone alle volte!”, pensò tristemente. Improvvisamente un oggetto volante cadde vicino alla quercia frondosa del giardino. Joey si alzò e scrutò fra le radici legnose. Qualcosa di nero vi giaceva in mezzo. Si avviò sospettoso verso l’albero, lentamente e con prudenza. Un piccolo uccellino sporco di nero fumo respirava affannosamente sul terreno, gli occhi lucidi in continuo movimento e le zampine annaspanti nel vuoto. Il ragazzo corse in casa a prendere una scatola e un guanto e raccolse l’uccellino, forse un passero, una volta. Guardò preoccupato le piumette insozzate e si chiese cosa fosse. In città i negozi e gli uffici erano chiusi per la catastrofe avvenuta e, fra questi, l’ambulatorio del veterinario. “Forse potrei SFRUTTARE le conoscenze acquisite al corso degli scout!”, si disse, e prese il manuale dalla mensola. Dopo aver letto la pagina riguardante la cura degli animali feriti, Joey pulì con attenzione la bestiola e l’adagiò nella scatola con un po’ di cibo e di acqua. Ora mostrava una decisa SOMIGLIANZA con un passero. L’uccellino lo guardava esausto dal fondo della scatola, e ben presto si addormentò. Joey si sedette sul letto preoccupato, quindi prese un libro a caso e guardò la pagina a vuoto. La vita della bestiola era appesa a un filo e solo il tempo poteva determinare il suo destino. Chissà poi se avrebbe potuto tornare a vivere nel suo AMBIENTE, se il suo CORPICINO avrebbe retto quelle polveri micidiali… Improvvisamente sentì un trambusto. Si voltò e vide il passero che guardava il fumo proveniente dalla fabbrica. “Lì c’era il mio nido, almeno fino a ieri”, disse piano. Joey rimase a bocca aperta. “T-tu p-parli?!”. “Sì, perché no? Guarda che non siete gli unici a esservi EVOLUTI!”, disse l’uccellino, “anzi, affatto! Noi siamo ANIMALI antichissimi. Pensa, discendiamo dagli ornitischi, dei dinosauri con le piume!”, cinguettò. “La mia SPECIE è molto antica. Siamo molto diversi in tutto il mondo, ma oggi stiamo sparendo. Non c’è più CIBO, non c’è più spazio, l’aria è cattiva. Voi lo chiamate ‘PROGRESSO’, ma noi lo chiamiamo ‘distruzione’. Io sono nato in un nido sul ramo di una quercia e ho imparato ben presto a cavarmela da solo. Perché vi serve così tanto spazio? L’erba è morta, e la quercia anche. Alle persone non interessa più la natura che le circonda. Nessuno ha più voglia di scoprire, come il vostro grande scienziato Charles Darwin? Voi distruggete la natura e basta!”, pigolò l’uccellino. Joey si vergognò moltissimo di se stesso e di tutti i suoi simili. “Avevo il mio nido sul ramo di un gelso, di fianco a quell’edificio nero. Dentro c’erano la mia uccellina e i miei piccoli…” Il passero guardò il ragazzo. “Sono sicuro che tu potresti scoprire qualcosa di più su di noi e su di voi. Il segreto dell’EVOLUZIONE, i nostri legami di fratellanza… Ora vado. Devo ritrovare la mia famiglia!” e volò via. Una piuma cadde lenta sul davanzale. Joey la raccolse e la osservò. Sembrava quasi un codice… Il ragazzo,con un sorriso, prese carta e penna e, folgorato da un’idea, si mise alla scrivania con la fantasia galoppante. Le prime parole comparvero sul foglio: “Evoluzione dell’uomo e dell’uccello. Legami. Come l’uomo non imparò a volare”.
 
Gilda Yael Bassani
12 anni
Scuola media statale “G. B. Tiepolo” – Milano
INSEGNANTE (materie letterarie): Antonella Filippi
INSEGNANTE (materie scientifiche): Patrizia Bergamo